Giro d’Italia 2026, Eusebio Unzué sulla corsa della Movistar: “Abbiamo lottato ogni giorno, ma senza ricompensa. Enric Mas non è stato il leader che ci aspettavamo”
La Movistar non sta raccogliendo quando sperato al Giro d’Italia 2026. La formazione spagnola non ha ancora trovato la vittoria di tappa, pur provando molte volte sia ad inserire nelle fughe che a gestire la corsa nelle tappe di media difficoltà. Il bilancio attuale dopo due settimane di corsa è di due secondi posti con Orluis Aular, mentre in classifica generale non c’è nessun corridore in lotta per la top10. Quello migliore piazzato è Enric Mas, che doveva essere il leader del team, ma invece è uscito subito dai giochi e si trova ora al 23° posto ad oltre 29’ dalla Maglia Rosa. Lo spagnolo ha provato l’azione insieme al compagno Einer Rubio anche nel tappone alpino di Pila, ma nuovamente senza riuscire a lasciare il segno.
Una situazione che non è quindi quella sperata per il team, con il General Manager Eusebio Unzué che ho la sottolineato in un’intervista ad AS: “Potrebbero fare un po’ meglio, ma la realtà è questa. Da un lato, siamo soddisfatti perché la prestazione della squadra è stata quella che ci aspettavamo. Sapevamo che la squadra era in buona forma e questo ci ha permesso di lottare per le vittorie di tappa praticamente ogni giorno, anche se non abbiamo ancora ricevuto la giusta ricompensa per il nostro duro lavoro”.
La nota stonata è quindi quella legata alla classifica: “Dall’altro lato, c’è la situazione di Enric. Come leader della squadra, purtroppo, è stato ben lontano dal livello che ci aspettavamo. C’era molta incertezza dopo otto mesi senza gare e dopo l’intervento alla gamba dello scorso ottobre. Non ha avuto problemi ad allenarsi, ma non sapevamo come avrebbe reagito in prove chiave come la Blockhaus, dove abbiamo visto che non era al livello desiderato. Anche a Corno alle Scale gli è mancata la forma per competere con i migliori. Il messaggio ora è di pazienza: deve continuare ad accumulare esperienza di gara per ritrovare la sua solita forma nei Grandi Giri”.
Prima del via della corsa c’erano già molti punti interrogativi sullo scalatore spagnolo, ma il team gli aveva comunque dato fiducia: “Sapevamo che c’era quel punto interrogativo dopo così tanto tempo lontano dalle corse, anche se avevamo anche motivo di credere che potesse competere con i migliori. Non la definirei delusione, ma avremmo voluto vederlo fare meglio. È chiaro che non possiamo più considerarlo per la classifica generale, ma il Giro è ancora lungo e penso che prima o poi lo vedremo in una tappa di montagna al livello che ci aspettavamo”.
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